Green Energy Stories: il racconto della nostra produzione targata Nat Geo

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Il branded content Green Energy Stories realizzato per National Geographic con la collaborazione di Enel Green Power è stato senza dubbio il progetto più appassionante, impegnativo, sfidante e complesso del 2019 per Dinamo.

Questa produzione ha tirato fuori il meglio di tante persone che hanno reso possibile il progetto. Spirito di sacrificio e capacità di adattamento sono forse i due elementi chiave che hanno permesso di raggiungere il traguardo, gettando sempre il cuore oltre l’ostacolo, specialmente da parte di chi ha avuto la fortuna di viaggiare in 7 diverse nazioni con una timeline così serrata.

Quest’articolo è dedicato a chiunque abbia collaborato con noi ed abbia messo un pezzo di sé nel progetto. Dal punto di vista produttivo sono state molte le difficoltà incontrate e senza il supporto di tutti coloro che hanno lavorato con Dinamo a questo progetto, non avremmo trovato le soluzioni che ci hanno permesso di raggiungere l’ambizioso risultato.

Il primo grazie, al termine di questa introduzione va a National Geographic che ha creduto in noi dandoci questa grande opportunità.

La fase di Pre-produzione e ricerca delle Green Energy Stories

Il progetto è iniziato mesi prima delle riprese. La ricerca dei personaggi in collaborazione con Enel Green Power è stata una delle attività più complesse. Trovare protagonisti che avessero tutte le caratteristiche necessarie per far parte del progetto non è stato affatto semplice. Contattare possibili candidati in luoghi così remoti, spiegare gli obiettivi del progetto, a volte anche con un gap linguistico, non ci ha scoraggiati, ma ha reso chiaro da subito che non sarebbe stata una passeggiata.

La scrittura delle storie è stato un lavoro molto articolato e non sono poche le piste che non hanno portato a nulla. Le unità locali di Enel hanno segnalato alcuni possibili protagonisti, i nostri producer Antinea Radomska ed Esteban Lopez Uribe hanno intercettato i candidati con la supervisione di Niccolò Dal Corso, e così in collaborazione con National Geographic ed Enel Green Power abbiamo scelto i personaggi e le storie più forti per lo storytelling aziendale.

green energy stories
Green Energy Stories - Sigla inziale

L’assetto produttivo

1 Line Producer, 1 Story Coordinator, 1 coppia di Registi, 1 Direttore della fotografia, 1 Fonico. Una mini troupe di 6 persone con l’ausilio di un Excecutive Producer sempre presente da Roma, con l’assistenza amministrativa per la gestione della logistica. Il calendario serrato ha imposto una post produzione realizzata in contemporanea con le riprese. Non potevamo attendere che la troupe tornasse da ogni tappa con il girato, quindi è stato necessario spedire gli hard disk alla fine di ogni set, incontrando a volte difficoltà logistiche non indifferenti viste le location isolate o con situazioni politiche complesse come è stato in Cile. Mentre si girava una storia, stavamo già montando le riprese realizzate la settimana precedente, per rispettare le scadenze del progetto.

Le Green Energy Stories ed i Protagonisti

Le riprese sono state realizzate tra Settembre e Dicembre, un periodo brevissimo per una produzione così articolata, considerando che tra Natale e Capodanno la prima puntata era già on air.

In ordine cronologico delle riprese:

  1. Peña – Totana (Spagna)

  2. Edwin – Ollagüe (Cile)

  3. Marcos – Apiacas (Brasile)

  4. Thiago – Delfina (Brasile)

  5. Shafe – Fairfax (Oklahoma, Stati Uniti)

  6. Kathy – Stratford (Oklahoma, Stati Uniti)

  7. Gabriel – Villanueva (Messico)

  8. Oupa – Kuruman (Sud Africa)

  9. Almaz – Wolisso (Etiopia)

Peña – Totana (Spagna)

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Il viaggio in Spagna è stato il primo, all’inizio di Settembre. Abbiamo scelto di partire con una “tappa singola” per testare l’assetto produttivo messo in piedi per il progetto. Tutte le altre storie avrebbero previsto un tour con almeno 2 storie con la stessa trasferta.

Peña, uomo tra i 50 e 60 anni che ha dovuto re-inventarsi dopo aver perso il lavoro ed è riuscito a costruire una nuova vita con sua moglie grazie ad un’opportunità che gli è stata offerta in un impianto fotovoltaico installato poco prima da Enel Green Power.

La storia ha reso necessaria la partecipazione di due ragazzi che potessero rappresentare il protagonista e la moglie da giovani. La narrazione di Peña infatti parte da quando ha conosciuto la compagna della sua vita, di come gli ha dato coraggio per andare avanti nei momenti difficili che ha dovuto affrontare quando ha perso il lavoro.

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Alcune foto della Troupe

Edwin – Ollagüe (Cile)

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Dopo la tappa spagnola ci sono state delle complicazioni nel programmare le riprese delle 6 storie tra Nord e Sud America. I ritardi hanno ridotto il tempo a disposizione e così è stato necessario organizzare un Tour de force di 7 settimane consecutive.

Cile, Brasile, Stati Uniti, Messico e poi di nuovo a casa in Italia. In tempo per partire per l’Africa con le ultime due tappe.

Problemi di visti, impegni personali, disponibilità dei protagonisti sul posto… tutto doveva incastrarsi alla perfezione e ci si è messo di mezzo anche un passaporto smarrito ad un passo dalla partenza. Mettere insieme i pezzi è stato come completare un sudoku complicatissimo, e così abbiamo previsto tre settimane di riprese in Sud America, una per storia e tre in Nord America, con un giorno di riposo ogni tanto tra una tappa e l’altra. Previsti 16 voli per raggiungere tutte le location. Abbiamo anche organizzato un cambio del personale a metà tour con sostituzione del Direttore della Fotografia e dello Story Coordinator.

Parte così quella che abbiamo definito “Operazione Magellano”.

Il protagonista della storia è Edwin, un maestro di musica che grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico e la conseguente disponibilità di energia elettrica può tramandare in modo più efficace la cultura locale attraverso l’insegnamento. Rispetto al passato, con la luce elettrica, è possibile organizzare le lezioni anche la sera con una maggiore partecipazione dei giovani di Ollagüe.

L’accoglienza è stata fantastica e la troupe è subito entrata in sintonia con la guardia medica per la somministrazione di ossigeno, ed alcuni ragazzi che hanno partecipato alle riprese come comparse. Alla fine del set hanno anche organizzato una partita di calcetto: Ollagüe – Italia è finita in parità con un gol dei padroni di casa all’ultimo secondo, e respiro nostro è il caso di dire!

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Alcune foto della Troupe

Marcos – Apiacás (Brasile)

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La riprogrammazione dei voli per l’emergenza nazionale cilena ed un clamoroso overbooking a San Paolo del Brasile ha permesso alla troupe di arrivare nel cuore dell’Amazzonia con 3 giorni di ritardo rispetto alla tabella ipotizzata. Soltanto alla fine delle due tappe Brasiliane, Apiacás e Delfina, avremmo potuto provare a riprendere il calendario previsto alla partenza. Tutto questo a spese dei giorni di riposo visto che sarebbe stato impossibile modificare anche i voli dal Brasile agli Stati Uniti e soprattutto quello di ritorno dal Messico in Italia.

All’arrivo in Amazzonia siamo stati accolti molto calorosamente ed abbiamo trovato grande disponibilità da parte di tutti. Appena arrivati in location, subito a fare i sopralluoghi e con la macchina da presa in mano.

Il protagonista è Marcos, un tempo era un tagliaboschi ed ha contribuito con il suo lavoro alla deforestazione. Non aveva alternative e per dare un futuro alla famiglia era costretto contro la propria etica a farlo. Quando Enel Green Power costruì l’impianto idroelettrico, gli si è presentata l’opportunità di cambiare vita e seguire i propri valori.

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Alcune foto della Troupe

Thiago – Delfina (Brasile)

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Neanche il tempo di gustare l’atmosfera della foresta amazzonica, e subito via verso Salvador de Bahia sull’Oceano Atlantico per raggiungere il prossimo protagonista: Thiago.

Un biologo che lavoro nella riserva naturale di Boqueirão da Onça, nel parco Eolico di Delfina ad un progetto per proteggere l’Ara Indaco, una specie protetta di pappagalli. L’iniziativa è stata supportata economicamente da Enel Green Power.

La chiusura del set rappresentava per noi la fine di un periodo con alto livello di stress dovuto al cambio di calendario. Da quel momento si tornava al programma originario. A metà del tour delle Americhe abbiamo provveduto ad un cambio del personale: Direttore della Fotografia e Story Coordinator che aveva nel frattempo messo a punto i racconti di Stati Uniti e Messico. Siamo quasi a metà delle Green Energy Stories!

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Alcune foto della Troupe

Shafe – Fairfax (Oklahoma, Stati Uniti)

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Dopo un così lungo periodo nella natura selvaggia, l’arrivo negli Stati Uniti è stato uno shock culturale. Per fortuna le coincidenze aeree hanno funzionato alla grande ed il “nuovo gruppo” si è riunito come da programma ad Oklahoma City. Immigration, noleggio auto e subito ad incontrare Shafe, un giovane ragazzo che ha scelto di studiare per poter lavorare in un impianto eolico piuttosto che nel settore del petrolio, attività molto più comune in quella parte del mondo.

Prima di iniziare le riprese con Kathy, c’è stata una splendida serata dedicata agli Oklahoma City Thunder dove gioca Danilo Gallinari.

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Kathy – Stratford (Oklahoma, Stati Uniti)

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Circa 200 km più a sud c’è la casa di Kathy. Tra lei e Shafe le analogie sono molte. Kathy ha costruito un progetto KidWind supportato da Enel Green Power con il quale insegna ai giovani ragazzi i principi dell’energia elolica.

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Gabriel – Villanueva (Messico)

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Dagli Stati Uniti ad una zona rurale in Messico il salto è stato nuovamente forte. A Villanueva vive Gabriel ,un agricoltore la cui vita è cambiata in meglio dopo l’installazione di uno degli impianti fotovoltaici più grandi al mondo, realizzato da Enel Green Power. Con la costruzione dell’impianto è stato installata anche una stazione di potabilizzazione dell’acqua, evitando così i lunghi spostamenti su strade dissestate per prendere acqua potabile a cui era costretta tutta la sua comunità.

Si è chiuso così il tour delle Americhe, una vera e propria maratona produttiva che ci ha visti impegnati per un periodo di 7 settimane, necessarie per girare 6 storie. Breve pausa e poi si vola in Africa per le ultime due tappe, Sud Africa ed Etiopia.

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Oupa – Kuruman (Sud Africa)

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Un triangolo, Roma, Johannesburg, Addis Abeba, Roma. 2 settimane a ridosso di Natale con rientro previsto il 23 Dicembre.

Per le tappe africane c’è una nuova troupe. Unico elemento, imprescindibile, presente per tutte le 9 tappe, il Line Producer: Francesco Saverio Vender.

Il protagonista, Oupa è un giovane falegname con una famiglia numerosa e con il suo lavoro costruisce un futuro migliore per i propri figli. Nella sua attività è aiutato da Enel Green Power per la fornitura di materie prime: all’impianto fotovoltaico gli regalano pallet in legno.

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Alcune foto della Troupe

Almaz – Wolisso (Etiopia)

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Lasciamo Johannesburg per Addis Abeba, ultima tappa del progetto Green Energy Stories. Siamo stanchi, soddisfatti e sappiamo che tutto questo ci mancherà presto. La difficoltà operativa in Etiopia è legata al fatto che i pagamenti sono accettati quasi esclusivamente in contanti e con una troupe di 6 persone ci si trova spesso con mazzette di banconote enormi.

La protagonista è Almaz, giovane chirurgo che deve far fronte a numerosi black-out in ospedale vista l’instabilità della rete elettrica locale.

L’installazione di un impianto fotovoltaico da parte di Enel Green Power ha posto fine al problema, assicurando all’ospedale una rete elettrica che non lascia più al buio le sale operatorie durante gli interventi.

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Alcune foto della Troupe

Ringraziamenti

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Green Energy Stories è stato un progetto molto avvincente, che ha assorbito infinite energie. E’ stata una grande avventura nella quale ci siamo lanciati tra mille incertezze e difficoltà logistiche e di relazione con le numerose persone che hanno partecipato.

La cosa che più ci riempie di gioia è non aver mai sentito in tutti questi mesi una sola persona che fosse scontenta. Si è creato un clima di collaborazione grazie al quale chiunque abbia contribuito, in piccola o grande parte lo ha fatto sempre con il sorriso e passione. All’inizio sembrava un’impresa titanica e tutte le difficoltà incontrate ci hanno fatto crescere umanamente e professionalmente.

Rimarranno in tutti ricordi speciali, soprattutto per chi ha avuto il privilegio di poter viaggiare, con esperienze che hanno insegnato molto. io ricorderò le notti della crisi cilena in cerca di soluzioni logistiche improbabili, esperienza che mi ha insegnato a non perdere la calma.

Vedere i contenuti di questo Branded Content mi ha consentito di viaggiare pur rimanendo a Roma e credo e spero che sia così anche per gli spettatori di National Geographic.

Grazie al mio socio Niccolò Dal Corso che è stato un maestro nel costruire il progetto. In ordine sparso a: Davide Mardegan e Clemente De Muro (regia di Sud Africa ed Etiopia), Michele Cardano e Francesco Bolognesi (Regia di tutte le altre 7 tappe); Francesco Saverio Vender, il nostro salvatore che ha accompagnato e risolto i problemi più improbabili in tutte le 9 tappe; ad Antinea Radomska, Esteban Lopez Uribe e Michele Bezziccheri per aver contribuito a rendere “girabili” le storie; a Gabriele Remotti per aver curato la fotografia in Sud America e Spagna, Luca Gennari in Nord America e Valerio Spalloni in Africa; ai fonici “locali” che hanno lavorato con noi in Spagna, Messico, Brasile, Cile e ad Alessandro Romiti per gli Stati Uniti e Giulia Bella per l’Africa; a Giulio Tiberti ed Annalaura Carolla per il montaggio, a Mattia Tedeschi ed Anna Visigalli per la color correction; a Rosalba Fassio per l’amministrazione ed a tutti coloro che hanno contribuito in parti minori.

Alla fine si lasciano le persone più importanti, grazie a Vittoria Festa per aver creduto che questo progetto fosse realizzabile.

Scritto da

  • Antonio D’Angelo
    Antonio D’Angelo CO-Founder / Managing Director

Sono Napoletano e laureato in Ingegneria. Ho lavorato in giro per il mondo per qualche anno prima di arrivare a Roma dove ho fondato Dinamo con Niccolò.

Oggi sono amministratore della società ed ho un ruolo di supervisione delle attività relative al Digital Marketing.

Amo tutti gli sport e pratico a livello agonistico il Triathlon con vari Ironman completati, anche se da quando ho due figlie il tempo per le lunghe uscite in bici è sempre meno. Credo che lo sport sia una perfetta metafora della vita, se ti impegni e lavori sodo, prima o poi raccogli i frutti.